MONS. SUPERBO (ACI): IL CRISTIANO IN POLITICA NON DEVE RASSEGNARSI

Questa l’opinione di mons. Agostino Superbo, vescovo emerito di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti ed assistente generale dell’Azione Cattolica Italiana (Aci), che in un articolo che verrà pubblicato sul prossimo numero di “Segno nel mondo 7” osserva: “In tempi di democrazia come i nostri, quando acquista consistenza un tipo di attività legislativa molto preoccupata di regolarizzare prassi diffuse ma poco attenta alla difesa della dignità dell’uomo, il cristiano impegnato in politica è chiamato a vivere la sua testimonianza in maniera propositiva senza rassegnarsi ad organizzare la difesa per evitare danni più gravi”. Per questo, sostiene il vescovo citando il messaggio del Papa per la prossima Giornata mondiale per la pace, “è necessario avere fiducia e formulare con franchezza proposte alternative, incentrate sulla sacralità della vita”. Occorre superare, su questi temi, “opposizioni e divergenze, legittime su altri versanti, per ritrovare una unità più alta e più profonda, nella certezza che ‘nessuna maggioranza potrà mai cambiare una ingiustizia oggettiva in diritto'”. Secondo mons. Superbo, in politica la testimonianza dei cristiani deve consistere “nella espressa volontà di riaffermare l’unità di intenti, nella disponibilità a costruire luoghi di confronto leale per le varie strategie e, infine, nella capacità di ricercare insieme e attuare concordemente progetti coerenti, onesti ed efficaci”.