GUINEA BISSAU: UN APPELLO PER LA PACE DI CARITAS, MISSIONARI E ASSOCIAZIONI

E’ stato firmato dalla Caritas italiana e da una trentina di organismi di aiuto umanitario (tra i quali Unicef, Mani tese, Focsiv, Lvia e 15 congregazioni religiose che operano in Guinea Bissau) l’appello per la pace per le popolazioni stremate dal conflitto militare iniziato il 7 giugno scorso: “Reclamiamo un cessate il fuoco immediato – si legge nell’appello – e invitiamo le parti in conflitto a trovare una soluzione pacifica unicamente sulla base di negoziazioni. Insistiamo sull’obbligo morale e legale dei belligeranti di permettere la creazione di corridoi per il trasporto dell’aiuto umanitario, destinato a tutte le vittime del conflitto”. Sono circa 350.000 i profughi che cercano scampo dai bombardamenti e dalle persecuzioni (250.000 in zone diverse dello stesso paese e 150.000 in Senegal e Guinea Conakry), a favore dei quali viene richiesto “un osservatorio dei diritti dell’uomo”, “l’apertura di corridoi umanitari e la concretizzazione urgente delle operazioni d’aiuto”. L’appello è rivolto a “organizzazioni internazionali, Nazioni Unite, Oua, Cedeo, Commissione europea e governi dei paesi membri dell’Unione Europea”.La mancanza di cibo, medicinali e personale sanitario era stata denunciata giorni fa da mons. Settimio Ferrazzetta, vescovo di Bissau, che chiedeva l’invio immediato di “4 medici e 4 infermieri pronti a lavorare in zona di guerra e disposti a tutto”. La stagione delle piogge sta portando infatti nel paese il rischio di gravi epidemie di colera, peste e tifo.