E’ uno degli interrogativi ai quali cerca di rispondere uno “speciale” dedicato alla lotta contro l’usura che sarà pubblicato sul prossimo numero del Sir. Nel dossier è contenuto, tra l’altro, un intervento di padre Sergio Bastianel, decano della Facoltà di Teologia della Pontificia Università Gregoriana. Bastianel ricorda come fino al 1500 la Chiesa ritenesse immorale qualsiasi forma di prestito con interesse. Oggi, invece, fa notare Bastianel, “si considera il fatto che colui che presta il denaro, con ciò perde la possibilità di usarlo utilmente. Colui che lo riceve in prestito, invece, ha un vantaggio dal fatto di poterlo usare”.Tuttavia, prosegue il teologo: “E’ sterile la domanda sul ‘giusto’ interesse, se questa stessa domanda non esprime la ricerca del bene perché bene, e non per altri motivi. Nell’interpretazione cristiana ciò significa fare della carità e della ricerca di comunione l’anima e il criterio di ogni comportamento. Si dirà, giustamente, che le condizioni della vita sociale sono complesse, che anche la condizione di chi chiede un prestito ha bisogno di essere interpretata nel suo contesto, che dunque il principio universale della carità non basta per trovare risposte alle nostre questioni. E’ vero, non basta. Però è necessario”. Il dossier presenta le testimonianze, fra gli altri, di padre Massimo Rastrelli e don Alberto D’Urso della Consulta nazionale delle fondazioni antiusura, dati sulla diffusione del fenomeno e una rassegna di documenti della Chiesa sul problema dell’usura.