“Anticipare esclusivamente la celebrazione dei sacramenti della iniziazione cristiana in giorno feriale dispone l’animo al senso vero della domenica cristiana?”. A porre la questione è Enzo Pelvi, direttore del settimanale diocesano di Napoli “Nuova Stagione”. Secondo Pelvi è sempre più evidente la relativizzazione “della centralità del giorno del Signore” equiparato a “qualsiasi altro giorno della settimana”. Le cause sono nella “cultura del privato che frantuma i rapporti familiari e sociali”, nell'”impazzimento della produttività con orari intensi e senza interruzioni” nella “follia dello svago” e nella “crescita di quei servizi esigiti dalla società ricca e consumista, come l’apertura dei negozi”. Il nodo della domenica é anche qui. “Non ho tempo”, per Enzo Pelvi è “la giustificazione della maggioranza dei cattolici che disertano la messa domenicale”. Ma “nessuno potrà mai abrogare l’obbligo della messa perchè il precetto è una prova d’amore, e disprezzare l’invito festivo è grave colpa”. L’invito di Pelvi è di “aiutarsi reciprocamente a non trascurare il giorno del Signore” perchè se è legittimo per tutti un periodo distensivo e salutare” ciò non vuol dire “evasione dall’impegno cristiano”. Da qui l’appello ai sacerdoti “soprattutto in estate lasciamo aperte le chiese ogni domenica per far trasparire anche nel segno accogliente del tempio, la responsabilità di pastori affascinati dall’Eucarestia”.