M. Si aprirà il 3 giugno prossimo a New Orleans il convegno annuale dell’Associazione della Stampa Cattolica (CPA) statunitense. Al convegno parteciperà il presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali, mons. John P. Foley, che parlerà, tra l’altro, del ruolo e dei compiti della stampa diocesana. Mons. Foley ribadisce che i giornali diocesani “rivestono certamente un ruolo importante nel campo delle relazioni pubbliche della diocesi, ma non sono uno strumento di relazioni pubbliche. I giornali diocesani sono preziosi strumenti di informazione, chiamati a riportare notizie e non semplici comunicati stampa”. I giornali diocesani, afferma ancora Foley, “non dovrebbero diventare l’album fotografico del vescovo”. Ma, allo stesso tempo, hanno il compito di “riportare ciò che fa e dice il vescovo e ciò che fa e dice il Papa, perché i giornali diocesani sono anche uno strumento per promuovere e rinforzare il senso dell’identità diocesana e l’autentica identità cattolica”. Mons. Foley mette in guardia dal rischio di cedere a quella “infelice tentazione di uccidere il messaggero che porta cattive notizie” cioè la tentazione di censurare la cattive notizie. “Non voglio dire che i giornali cattolici devono mettersi alla ricerca delle cattive notizie – afferma Foley – ma noi non possiamo né dobbiamo ignorarle”. Ciò non toglie, aggiunge, che “dobbiamo enfatizzare le buone notizie”. L’associazione della stampa cattolica statunitense, in preparazione al Grande Giubileo del 2000, ha istituito uno speciale premio “Araldo della fede”. Per il 1997 il premio è stato assegnato all’arcivescovo de L’Avana (Cuba), card. Jaime Ortega y Alamino.