Il “principio di sussidiarietà” mantiene una sua “permanente attualità e rilevanza”, declinato insieme “all’altro grande principio della dottrina sociale della Chiesa: quello della solidarietà”: lo ha detto stamane a Bologna l’arcivescovo, card. Giacomo Biffi, intervenendo al X convegno internazionale del Cefa (Centro europeo formazione agraria, presieduto da Giovanni Bersani) in corso al Palazzo degli Affari sul tema “Economia globale e giustizia internazionale”. Secondo Biffi, infatti, dopo che Papa Pio XI affermò “con vigore” il principio della sussidiarietà nel 1931 con l’enciclica “Quadragesimo anno” è venuta la riaffermazione, “con altrettanto vigore” da parte di Giovanni Paolo II, nell’enciclica “Centesimus annus”. “Molti nostri fratelli – ha sottolineato il cardinale – se ne erano completamente dimenticati. E questo può anche essere comprensibile, data la confusione e il disorientamento che a un certo punto hanno annebbiato vari settori del cattolicesimo socialmente impegnati. Adesso però, di fronte a un preciso insegnamento del magistero autentico, siamo certi che nessuno vorrà più sollevare dubbi o riserve”. Secondo Biffi, inoltre, anche il principio di solidarietà va recuperato e valorizzato. Infatti, ha detto ancora, “non si può mai consentire che un singolo, un’aggregazione, un popolo, per il gioco dei fattori economici o politici, sia privato dei mezzi elementari di sussistenza”. Compito degli Stati è quindi quello, alla luce di tali principi, di dare vita a “una concertazione mondiale per lo sviluppo, che implica anche il sacrificio delle posizioni di rendita e di potere, di cui le economie più sviluppate si avvantaggiano”. Biffi ha anche parlato di “elementare saggezza” nel favorire lo sviluppo dei popoli poveri: diversamente “si potrebbe innescare una bomba sociale …che presto o tardi potrebbe deflagrare compromettendo fatalmente anche la pace e il benessere delle regioni più ricche e più fortunate”.