CONGRESSO DEI MOVIMENTI ECCLESIALI: ESPERIENZE DI VITA A CONFRONTO

Nei campi-rifugiati del Rwanda, accanto ai barboni, alle prostitute, ai ragazzi di strada e ai malati di Aids, in aiuto ai popoli indigeni dell’America Centrale, immersi nelle grandi metropoli delle società tecnologicamente più avanzate. Una carrelata di esperienze ha caratterizzato la terza giornata del Congresso mondiale dei movimenti ecclesiali, che si conclude oggi a Roma. Rose Busingye, 29 anni, ugandese, di Comunione liberazione, ha aperto a Kampala un “meeting-point” dove accoglie 12 bambini orfani, malati di Aids, barboni ed ex prostitute. “Ho cominciato da sola – dice – dando ai poveri che incontravo tutto quello che avevo, a volte ospitandoli nella mia casa ed offrendo loro cibo e vestiti”. Oggi, al meeting-point lavorano con Rose altre due persone e 7 volontari. “Oltre alle medicine – spiega – noi offriamo soprattutto rapporti umani, un’amicizia che nel tempo si approfondisce e aiuta i poveri e i malati ad affrontare la realtà con una libertà mai sperimentata prima”. Don Oreste Benzi, fondatore dell’Associazione Papa Giovanni XXIII, ha parlato invece di Giorgio che ha alle spalle 8 anni di eroina, di Adriano, cerebroleso, di Valerio con un passato di 15 anni vissuti in manicomio e di Leda costretta a prostituirsi. “Queste creature – ha detto don Benzi – scelte per amore e rigenerate dall’amore, ritornano a sentire di esistere ancora”. Ed infine la testimonianza di Marie Hélène Mathieu, fondatrice insieme a Jean Vanier del Movimento “Fede e Luce” che ha come carisma la vicinanza con le persone disabili. Mathieu li chiama “figli prediletti” e dice: “sono colpiti nell’intelletto e nel corpo ma non nel cuore. Per questo esprimono una profonda sete di Dio che solo nella Chiesa possono esaudire”.