“Abbiamo vissuto una comunione vera, consapevoli delle nostre diversità, ma soprattutto del grande orizzonte missionario che si apre davanti a noi”. Lo scrivono i circa 350 delegati di 56 movimenti ecclesiali in un messaggio finale che sarà letto oggi pomeriggio a conclusione del Congresso mondiale che si è tenuto in questi giorni a Roma alla vigilia dell’incontro con il Papa. Il primo pensiero dei delegati è “un ringraziamento del tutto particolare” a Giovanni Paolo II, che in questi venti anni di pontificato, “ha incoraggiato e sostenuto i singoli movimenti ecclesiali, li ha voluti incontrare e conoscere da vicino e non ha fatto mai mancare la sua parola e la sua benedizione”. La parola d’ordine con cui i movimenti si lasceranno è “missione” che “non ha innanzi tutto per noi – spiegano i delegati – il significato di un dovere da compiere, né di una azione da organizzare; la missione innanzi tutto è l’esperienza di Cristo presente qui e ora che giunge a noi attraverso il dono di uomini che lo Spirito Santo ha scelto rendendo la loro vita significativa e affascinante, riflesso di quel fascino inesauribile che la persona di Cristo ha per l’uomo che lo riconosce e lo accoglie”. Per questo, si legge ancora nel messaggio, “ognuno di noi, pur nella diversità dei carismi e nella varietà delle loro espressioni, sente su di sé una responsabilità totale che impedisce alla nostra esistenza di chiudersi in un compito settoriale”. “E’ lo Spirito di carità – conclude il messaggio – che ci spinge ad aprire il cuore ad ogni uomo e a percorrere insieme la strada verso la verità e l’unità, perché il Vangelo del Risorto sia annunciato e testimoniato con forza nel nuovo millennio”.