Slancio missionario, educazione della persona, impegno nel mondo della cultura e del lavoro, azioni a favore della giustizia e della solidarietà con i più poveri, ecumenismo e dialogo interreligioso. Sono i cinque “campi di intervento” missionario che i rappresentanti dei diversi movimenti ecclesiali hanno presentato oggi in apertura della seconda giornata del Congresso mondiale, in corso a Roma alla vigilia del grande appuntamento dei movimenti ecclesiali con il Papa. “L’agnosticismo funzionale – ha detto Luis Fernando Figari, fondatore del Movimento di Vita Cristiana – il relativismo galoppante, la gravissima crisi della verità, l’adesione a teorie e principi che conducono alla costruzione di un’anti-cultura, l’atteggiamento di voltare le spalle a Dio, non è qualcosa di fronte al quale i cristiani oggi possono fuggire, emarginandosi dalla società in una sorta di ghetto o diaspora culturale. Questa realtà tragica parla a voce alta e reclama la necessità di un rinnovamento della vita cristiana”. Secondo il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, l’incontro dei movimenti ecclesiali “segna l’uscita da logiche che si potrebbero definire sindacali per avviare invece una comprensione più vasta del ruolo dei cristiani e dei movimenti a favore della missione”. L’attenzione della Comunità di Sant’Egidio si è focalizzata sulle diverse forme di povertà, di fronte alle quali “milioni di telespettatori – ha fatto notare Riccardi – consumano quotidianamente il rito dell’impotenza”. In questo senso, “i movimenti hanno una grande responsabilità”: per la loro “apertura universale”, per la partecipazione al loro interno di gente di tante nazioni, i movimenti “mostrano in maniera evidente che la vita della Chiesa rende il cristiano cittadino di un mondo grande, fratello di tanti fratelli”.