Un riconoscimento per legge della “grave riduzione di autonomia personale e dei gravi ostacoli alla formazione personale, sociale, scolastica e lavorativa derivanti alle persone con sindrome di Down in caso di inadeguato intervento delle famiglie e dei servizi pubblici”: è la principale richiesta emersa durante l’incontro nazionale di associazioni e gruppi di famiglie di persone Down, svoltosi a Chioggia nei giorni scorsi. Secondo Boscolo, dell’associazione “Il sorriso e la speranza – Gruppo famiglie persone Down” di Chioggia, bisogna prendere atto con soddisfazione delle aperture e disponibilità emerse a livello parlamentare e politico, “particolarmente in tema di eliminazione delle visite delle commissioni mediche oggi necessarie per godere dei diritti previsti dalla legge-quadro sull’handicap”. Ciò permetterebbe economie rilevanti e la possibilità di destinare i fondi risparmiati a forme di garanzia e sostegno “permanente, continuativo e globale”. Nella bozza di proposta di legge, che verrà sottoposta alle associazioni dei disabili prima di diventare iniziativa popolare, si rimarcano in particolare gli strumenti di sostegno più importanti richiesti dalle famiglie: indennità di accompagnamento e frequenza gratuita degli asili nido. Le associazioni presenti hanno deciso di sottoporre tale bozza di proposta di legge a parlamentari e consiglieri regionali per verificare la disponibilità a presentare alle Camere ed ai parlamenti regionali analoghe proposte legislative. In Italia gli handicappati gravi o gravissimi sono circa 350 mila su un totale di circa 3 milioni di portatori di varie disabilità. I portatori di sindrome di Down sono annoverati tra i gravi e affiancano altre invalidità quali cecità, sordità, insufficienza mentale e invalidità motorie gravi.