Si è svolta oggi a Roma una manifestazione promossa da alcune comunità terapeutiche insieme ad esponenti delle forze politiche per dire “no” alla legalizzazione delle sostanze stupefacenti. Ma la Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict) non ha aderito all’iniziativa. Alla Fict fanno capo 56 centri che prestano assistenza a circa 6.500 tossicodipendenti e alle loro famiglie. La presidente della Fict, Bianca Costa Bozzo, spiega così il dissenso della Fict: “Il problema della droga è tornato alla ribalta dopo che hanno preso corpo alcune proposte di depenalizzazione e legalizzazione delle sostanze stupefacenti, scatenando dichiarazioni da una parte e dall’altra degli schieramenti, che rischiano di ridurre l’attenzione al solo aspetto ideologico, trascurando i veri problemi che sono alla base della crescente diffusione della droga”.Tra questi, la presidente cita: “L’abbassamento dell’età in cui si entra in contatto con le sostanze stupefacenti, il consumo dilagante di droghe sintetiche, l’elevato numero di ex-tossicodipendenti della prima ora che vagano da una Comunità all’altra, il moltiplicarsi di persone che oltre alla tossicodipendenza presentano patologie psichiatriche”. La Fict ribadisce il suo “no” alla legalizzazione delle droghe leggere e a qualsiasi sperimentazione di somministrazione controllata di eroina. E’ favorevole alla depenalizzazione del consumo di sostanze stupefacenti, “ma non per svuotare le carceri dai tossicodipendenti, bensì per favorire un loro recupero”, spiega il portavoce della Fict, Luigi Pagliaro. “Ci aspettiamo – conclude la Costa Bozzo – che l’attuale Governo e le forze politiche che lo sostengono concentrino la loro attenzione sulla complessività della problematica tossicodipendenza, andando oltre i particolarismi ma senza trascurare l’urgenza di una seria politica di prevenzione”.