ASSEMBLEA CEI: ANCHE AI CAPPELLANI “ETNICI” IL “SOSTENTAMENTO CLERO”

E’ stata approvata durante la 44* assemblea della Cei, che si è conclusa oggi a Roma, la delibera sull’inserimento nel sistema del sostentamento del clero dei sacerdoti stranieri impegnati in Italia nella cura pastorale dei loro connazionali. Lo ha annunciato oggi in conferenza stampa il cardinale Camillo Ruini, presidente della Cei, spiegando che, finora, per questi sacerdoti, “ogni diocesi provvedeva con i propri mezzi, mentre d’ora in poi la Cei darà il proprio contributo”. P.Bruno Mioli, della Fondazione Migrantes, ha accolto con grande soddisfazione questa decisione, che verrà incontro a numerosi problemi sorti negli ultimi tempi all’interno delle comunità “etniche”. “E’ una delibera molto importante per il futuro della pastorale con gli immigrati – afferma p.Mioli -. Il compito di questi sacerdoti stranieri sarà molto facilitato, perché potranno dedicarsi, anche con maggior preparazione e disponibilità , alle comunità di connazionali”.In Italia sono circa una ventina i cappellani “etnici” provenienti da diversi paesi: Filippine, Ghana, Sri Lanka, India, ecc.. P.Mioli spiega che nella diocesi di Roma i sacerdoti stranieri erano stati già inseriti nel sostentamento del clero, quindi la delibera è servita “ad estendere il sistema al resto d’Italia, per superare un aspetto che era ormai considerato una sorta di handicap”. Intervenendo all’assemblea mons. Domenico Calcagno, presidente dell’Istituto centrale sostentamento del clero, ha ricordato che “sono in aumento le presenze dei presbiteri, religiosi/e provenienti dai paesi di missione o dalle giovani (in un anno sono aumentati del 15%). E’ sembrato fosse nostro dovere l’essere aperti a questo vento dello Spirito, favorendo le vie della formazione di questi operatori pastorali (di cui in parte usufruiamo noi stessi) senza contraddire le finalità proprie dell’Istituto centrale”.