Si svolgerà dal 25 al 28 maggio, su invito del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, a Yopougon, nei pressi di Abidjan, in Costa d’Avorio, l’incontro dei vescovi responsabili dell’assistenza pastorale ai rifugiati delle Conferenze episcopali dell’Africa settentrionale e occidentale. I lavori affronteranno il problema delle “migrazioni forzate” nel continente africano, ma in modo particolare “il contributo unico che una presenza specificamente pastorale della Chiesa può offrire alle persone coinvolte in questo fenomeno”. A questo proposito, i partecipanti studieranno “la creazione di una rete regionale e continentale di agenti pastorali esperti in materia, che siano pronti a recarsi nelle zone ove le Chiese locali devono affrontare, dal punto di vista pastorale, le emergenze causate da forzati spostamenti di massa di persone”. Muovendo dalla considerazione che “la capacità di una Chiesa locale di assicurare un’appropriata risposta pastorale in situazioni di crisi – spiegano anche gli organizzatori del Convegno – dipende in primo luogo dalla formazione e dall’esperienza pastorale del personale di cui dispone, i convenuti studieranno assieme il modo di rendere operanti gli orientamenti dati dalla Chiesa circa l’inserimento della mobilità umana nella formazione di base degli agenti pastorali: sacerdoti, religiosi, religiose e laici”, modificando anche i programmi degli istituti di istruzione ecclesiastici. Quella di Abidjan, informa il dicastero pontificio, è la seconda di una serie di tre consultazioni volte ad estendere entro il 1998 il progetto descritto a tutta l’Africa.