Saranno oltre diecimila i volontari del Movimento per la vita, provenienti da tutta Italia, che domani mattina si riuniranno attorno al Papa per rievocare i venti anni dalla legge sull’aborto e per chiederne delle modifiche. Poi, da piazza San Pietro, con lo slogan “Venti anni di 194: Venti anni da dimenticare. Venti anni da ricordare”, un corteo silenzioso attraverserà le strade di Roma fino a piazza Navona, con alla testa duemila giovani, appena ventenni, “simbolo della vita” negli anni trascorsi. Qui si alterneranno testimonianze a momenti musicali, mentre una serie di sit-in di fronte alle sedi istituzionali solleciteranno l’attenzione del mondo politico. Oggi presentando l’iniziativa del Movimento per la Vita – che raccoglie 260 movimenti locali e 250 centri di aiuto alla vita -, Carlo Casini, ha ricordato i tre milioni e mezzo di aborti legali, che significano 3 milioni e mezzo di bambini mai nati, e ha denuciato le “menzogne e le insincerità” che hanno accompagnato la nascita e l’applicazione di questa legge. “Oggi – ha sottolineato il presidente del Movimento per la Vita – il cambiamento è possibile e necessario, perché tutti dicono di non volere l’aborto. Con i nostri piccoli mezzi abbiamo dimostrato quello che si può fare per non arrivare all’aborto: 40.000 bambini sono nati perché qualcuno ha condiviso le difficoltà delle madri. Pensiamo ad un’alleanza della società con le mamme in nome dei bambini”. Se si parla di tutela sociale della maternità, ha osservato Olimpia Tarzia, segretaria generale del Movimento per la Vita, “facciamo in modo che questa sia effettiva, che il rispetto per la vita sia garantito fin dal concepimento”. Fino ad oggi, pochi hanno avuto “il coraggio di affermare che questa legge è stata il frutto di un fallimento”, ha affermato Luisa Santolini del Forum delle Famiglie. “Il fallimento di uno Stato e di una società incapaci di tutelare la vita e di andare incontro a chi si trova in difficoltà”.