RUANDA: ANCORA VIOLENZA E ATTACCHI ALLA CHIESA

Week-end di violenza in Ruanda. Sabato scorso, informa l’agenzia internazionale Fides della Pontificia opera missionaria della propagazione della fede, l’ex Ministro degli interni ruandese, Seth Sendashonga, è stato ucciso in un misterioso agguato a Nairobi, in Kenya. Intanto almeno undici ragazzi tra gli 11 e i 17 anni sono stati uccisi ed altri tre feriti in un attacco contro una scuola secondaria di Nyamymba, nel nord-ovest dl Paese. Sendashonga, si legge nella nota, hutu ed ex militante delle forte attualmente al potere in Ruanda, costretto all’esilio, aveva sempre condannato il genocidio del 1884. “Da alcune settimane – rende noto la Fides – si moltiplicano trasmissioni alla radio nazionale e articoli sulla stampa governativa diretti a criticare la presenza ed il ruolo della Chiesa nella storia del Ruanda”. Tra i principali organizzatori di questa campagna figura di un ex sacerdote chiamato ora dal governo a dirigere una agenzia di stampa locale. Privat Rutazibwa (questo il nome dell’ex sacerdote), partecipando ad una trasmissione radiofonica, ha concordato con l’affermazione che “la Chiesa cattolica è troppo dipendente da Roma” e che di conseguenza “bisogna creare una Chiesa nazionale ruandese”. Secondo la Fides, “una delle false accuse dei settori che fomentano la divisione nella Chiesa consiste nell’affermare il tardivo impegno della Santa Sede nella denuncia del genocidio”; in realtà, invece, fu proprio il Papa il primo al modo a descrivere i massacri in Ruanda come un genocidio. Si tratta, commenta l’agenzia, di una “strategia di forze che hanno interesse a dividere la Chiesa fomentando al suo interno artificiose contrapposizioni”. L’obiettivo è quello di “intralciare l’opera di riconciliazione della Chiesa per alimentare una spirale di violenza”.