Ieri, il Papa, parlando al termine del Regina Caeli, ha auspicato che “si faccia il possibile, a tutti livelli, per prevenire il triste fenomeno degli infortuni sul lavoro”. L’Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro), che ieri ha celebrato la Giornata delle vittime degli incidenti sul lavoro, ha diffuso i dati sugli infortuni. “Non sarà mai sufficiente – ha detto in proposito Pietro Mercandelli, presidente nazionale dell’Anmil – ricordare che ogni anno, mediamente, il 5 per cento dei lavoratori subisce un incidente sul lavoro (oltre un milione di casi) con conseguenze che provocano 30 mila invalidità permanenti e quasi 1.200 morti. Dunque, ogni giorno, tre persone muoiono sul lavoro”.L’Organizzazione mondiale della sanità, ricorda ancora l’Anmil, denuncia che annualmente si verificano nel mondo circa 120 milioni di incidenti sul lavoro, dei quali 220 mila mortali. A livello europeo, tra i paesi maggiormente industrializzati, l’Italia detiene due tristi primati, afferma l’associazione: i più alti tassi di frequenza per infortuni e la più elevata mortalità. La media europea annuale dei morti sul lavoro è di 4 lavoratori ogni 100 mila: in Italia è 5,3, in Francia 4,3, in Gran Bretagna 1,7. Nei primi mesi del 1998, l’Inail ha già registrato 311 incidenti mortali sul lavoro nel nostro paese.