La 44ª assemblea generale dei vescovi italiani, che si apre oggi a Roma, riserverà un’attenzione particolare alla “pastorale della mobilità umana”. Lo ha ricordato il cardinale Camillo Ruini, presidente della Cei, nella sua prolusione, precisando che, “mentre la pressione migratoria tende ad accentuarsi ed entrano in vigore nuove normative europee e nazionali” i vescovi tengono a “ribadire il dovere morale dell’accoglienza, che riguarda chiaramente anche i Rom e i Sinti”. Un dovere “urgente e imprescindibile”, anche perché l’accoglienza dei lavoratori stranieri è “una necessità concreta del nostro paese” che “non contrasta con l’esigenza che siano rispettate da tutti, italiani e immigrati, le leggi e i principi della nostra convivenza e che i flussi migratori siano regolati secondo dimensioni compatibili con le nostre capacità di assicurare un’accoglienza dignitosa e umanamente accettabile”. Allo stesso tempo non è da dimenticare un impegno che contribuisca “allo sviluppo economico e civile” e alla “pacificazione dei paesi di origine degli immigrati, affinché non sia più per loro una triste necessità abbandonare la propria patria”. Rispetto gli aspetti pastorali che interpellano la Chiesa il cardinale ha rinnovato l’invito ad “aver cura” degli immigrati cattolici “sotto il profilo della fede e dell’inserimento ecclesiale, favorendo anche il loro costituirsi in specifiche comunità”, per evitare il rischio di dispersione o di proselitismo da parte di altri gruppi religiosi. A questo proposito verrà presentata in assemblea una delibera per inserire nel sistema del sostentamento del clero tutti i sacerdoti stranieri che, in Italia, svolgono il ministero a favore dei connazionali. Altro aspetto importante posto in rilievo dal cardinale riguarda la cura pastorale degli italiani all’estero. Per questo, ha sottolineato il cardinale, “rimane opportuna, anzi indispensabile, la presenza di nostre missioni, con sac erdoti e religiose italiane”.