CINEMA ANNI SETTANTA E CORRENTI “SPIRITUALI” FINO ALLA NEW AGE

E’ possibile cogliere un legame tra musica rock, musical cinematografici anni Settanta, “figli dei fiori” e la New Age? Secondo la “Rivista del Cinematografo”, edita dall’Ente dello spettacolo, la risposta è sì. Infatti, scrive Claudio Siniscalchi, vice direttore della rivista e docente di cinema alla Lumsa (Libera università Maria Santissima Assunta) sono numerose le figure di artisti, registi, musicisti che convergono nel diffondere tra i giovani una “spiritualità nuova, sincretica, sulla quale negli anni successivi la New Age edifica la propria forza”. Siniscalchi si rifà ad uno studio del polacco Bartolomeo Dobroczynski che ha analizzato i legami tra rock e New Age, partendo dal cinema e proprio dal genere musical, rilanciato tra i giovani negli anni Settanta da pellicole quali “Woodstock”, “Jesus Christ Superstar”, “Hair”. Dobroczynski si occupa anche di musicisti che si fanno portatori di messaggi spirituali: i Rolling Stones (occultismo), Jim Morrison e i Doors (sciamanesimo), Carlos Santana, i Who, George Harrison e i Beatles (varie sette e culti orientali), Jimmi Hendrix (riti voodoo) fino a Bob Dylan (visione non ortodossa di giudaismo e cristianesimo) e al misticismo eclettico di cantanti quali Van Morrison, David Allen, Incredibile String Band. La tesi che emerge dal testo di Siniscalchi e Bobroczynski è quindi che il “musical spirituale anticipa il cambiamento di paradigma” fino ad esempi quali “La febbre del sabato sera” o “Blues brother” dove si passa dalle tensioni collettivistiche all’edonismo. E’ questa la base su cui la New Age ha potuto costruire il mito dell’ “Era dell’acquario”, già presente, in maniera embrionale, in diversi autori e opere citate.