MISSIONI ITALIANE IN GERMANIA “AL CAPOLINEA”?

E’ quanto si chiede Migranti-press, riferendo del 40° Convegno nazionale delle comunità cattoliche italiane in Germania, dedicato alla pastorale della Chiesa locale. Le missioni italiane, si legge nell’agenzia della Fondazione Cei Migrantes, “iniziano a percepire le conseguenze di una crisi che investe tutta la comunità ecclesiale, in modo particolare quella tedesca. Al capolinea sta giungendo una chiesa ancora fondamentalmente radicata sul clero, sulla tradizione, sulla emarginazione della donna, su direttive da rivedere”. Per questo, continua la nota, “vanno trovate nuove forme per garantire l’assistenza religiosa e la vita di fede” degli oltre 600 mila italiani residenti in Germania. “La mentalità dominante – è stato notato al convegno – considera la chiesa alla stregua di un supermercato, dove ognuno prende quello che serve, che piace, che soddisfa le proprie esigenze religiose”. Se “i momenti fondamentali della vita li si vuole celebrare in modo religioso”, hanno osservato i relatori, “di fatto non c’è più un riferimento esplicito alla fede cristiana”. Di qui l’invito di Tobia Bassanelli, direttore del “Corriere d’Italia”, il settimanale delle missioni cattoliche in Germania, ad “una riflessione e un rinnovamento che, per avere successo, deve coinvolgere la comunità ecclesiale nel suo insieme”, al fine di “dare risposte credibili e orientamento anche alle generazioni del duemila”.