Che cos’è la mediazione? In quali ambiti può essere applicata? Qual è il ruolo dei mediatori? Attorno a queste ed altre domande si è articolato l’incontro su “I minori nei conflitti: quali spazi per la mediazione” organizzato oggi a Roma dalla presidenza della Commissione speciale in materia di infanzia, del Senato. “I fenomeni dell’industrializzazione e dell’urbanizzazione – ha spiegato Carla Mazzuca Poggiolini, presidente delle Commissione speciale -, la mobilità sociale, l’immigrazione, le trasformazione delle relazioni interpersonali e sociali hanno messo in crisi” quei luoghi in cui in passato venivano risolti molti di quei conflitti che scaturivano all’interno delle famiglie e delle comunità. Servono perciò, ha osservato la Mazzuca, nuove modalità di soluzione”. La senatrice ha evidenziato “l’eterogeneità delle forme di mediazione che differiscono per oggetto, finalità, obiettivi e modalità operative: si parla di mediazione civile, familiare, giuridica e penale, scolastica”. Il primo conflitto che coinvolge i minori è quello con i genitori. Gurdando alle esperienze che si sono sviluppate negli Stati Uniti e in altri Paesi del Nord Europa, soprattutto nei casi di separazione, si possono studiare forme di mediazione che abbiano come obiettivo quello di favorire “la continuità degli affetti” e di incanalare “il conflitto entro un percorso che riduca sofferenze e consenta nuovi equilibri di vita”.