CHIESA ED IMMIGRAZIONE: A MILANO PARLANO GLI STRANIERI

“Chiesa ed immigrazione – Parlano gli stranieri della legge che li riguarda” è il titolo del “convegno…alternativo” (viene presentato così sul programma-invito) che si terrà a Milano domenica 17 maggio (ore 9, Centro pastorale “Paolo VI”, corso Venezia 11). L’iniziativa prende le mosse dal Segretariato per gli esteri della diocesi di Milano, in collaborazione con il Sarepta (organizzazione di volontariato per l’inserimento degli stranieri) e con l’Ismu (Istituto per lo studio della multietnicità, creato dalla Fondazione Cariplo). A discutere della legge n. 40/98 che regolamenta l’immigrazione ci saranno, tra gli altri, anche il presidente della Camera, Luciano Violante, il sottosegretario agli Esteri, Patrizia Toia, e gli assessori al comune Giovanni Testori e alla provincia Emanuela Baio. Il card. Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, interverrà con una telefonata. I veri artefici del convegno saranno gli stessi immigrati, come spiega suor Emilia Cortès, che lavora presso il Centro di ascolto della diocesi. Infatti sono previste varie relazioni affidate tutte a stranieri, secondo le competenze e in rappresentanza di diversi organismi e gruppi etnici. A Milano e diocesi gli stranieri presenti sono oltre 200 mila e si è realizzata in molti casi una integrazione positiva con la popolazione locale, favorita anche dalla disponibilità di posti di lavoro. Recentemente è stato avviato dal Cadr (Centro ambrosiano di documentazione sulle religioni) anche un “consultorio per le famiglie interetniche”, visto l’alto numero di unioni matrimoniali tra persone di razza, lingua, cultura e religione diversa.