MONS. BERTONE: RISCOPRIAMO “L’ALFABETO” DELLA FEDE

Questo l’invito di mons. Tarcisio Bertone, segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, intervistato da Thierry Bonaventura sull’ultimo numero di “Ricerca”, il mensile della Federazione Universitaria Cattolici Italiani (Fuci). “Nessuno può contestare – afferma Bertone – che oggi vi sia una profonda insicurezza riguardo alla fede e alla dottrina della Chiesa”. Se, infatti, “per buona parte di questo secolo c’è stata una sorta di lingua di base della fede cattolica, che almeno in parte coincideva con la lingua di base dei cristiani non cattolici”, oggi questa lingua di base è andata perduta: “Non solo i cristiani separati – osserva Bertone – hanno difficoltà a comprendersi reciprocamente, ma anche all’interno della Chiesa stessa la comprensione è diventata molto difficile”. Di qui l’importanza del compito che il teologo svolge a servizio della Chiesa, in un rapporto immediato e costante con il magistero: “La fedeltà e la continuità – fa notare il segretario del dicastero pontificio – sono condizioni di vero cammino e progresso. La Chiesa deve essere segno di unità, anche come capacità di armonizzare non solo linguaggi diversi contemporanei, ma anche linguaggi diversi successivi”. Ogni formulazione di fede, in altre parole, “non esclude la fatica e il tentativo di ‘reinterpretare’ e di ‘riformulare’ il dogma, in cui sembra oggi tanto impegnata la teologia, a servizio delle esigenze realmente catechistiche e pastorali”.