“La Chiesa in Asia è chiamata ad un triplice dialogo: con le culture asiatiche, con le religioni asiatiche e con le popolazioni del continente”. E’ quanto si legge nel messaggio finale, presentato oggi, dell’Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per l’Asia, alla quale hanno partecipato 252 padri sinodali. “Nel contesto asiatico multietnico, multireligioso e multiculturale – dichiarano i vescovi nel documento – il dialogo interreligioso è diventato sempre più necessario”. Di qui l’importanza della “formazione al dialogo”, attraverso programmi specifici di formazione per sacerdoti, religiose e religiosi, laici chiamati a svolgere il difficile compito dell’inculturazione della fede. Il messaggio finale del Sinodo contiene anche alcuni appelli per la giustizia e la pace. Nel primo viene espressa “viva preoccupazione” per le “sofferenze vissute dalle popolazioni in molti Paesi asiatici a causa della continua violenza, delle lotte intestine e delle tensioni e guerre tra nazioni”. I vescovi, inoltre, invitano tutte le parti in causa a “conservare il carattere unico e sacro” di Gerusalemme e a porre fine alle “sofferenze della popolazione irachena” adottando misure per “togliere l’embargo” a questo Paese. “Occorre suscitare – si legge nel documento – una maggiore consapevolezza dei pericoli insiti nello sviluppo e nell’espansione dell’industria bellica”, combattendo gli “effetti negativi” della globalizzazione anche rinegoziando e riducendo, in vista del Giubileo, il debito del Terzo Mondo. (segue)