GARANCINI: RITORNA LO “STATO EDUCATORE”?

E’ quanto si chiede, in un articolo che verrà pubblicato su numerosi settimanali diocesani, Gianfranco Garancini, in margine alle recenti affermazioni del Ministro della Pubblica Istruzione, Luigi Berlinguer. “Ci pare davvero riduttivo, offensivo, antistorico e un poco rozzo – scrive Garancini – pensare alla lunga e intensa tradizione della scuola cattolica come a una gran macchina per fare ‘proselitismo catechistico’”. L’autore dell’articolo critica il tentativo, da parte del Ministro, di “normalizzare” le scuole cattoliche, imponendo loro “regole uniformi sugli indirizzi educativi generali”. Ciò significa, traduce Garancini, che “o le scuole cattoliche fanno quello che dice il ministro, o stiano zitte: anzi, diversamente saranno accusate davanti agli studenti ‘progressisti’ del Tasso e a tutti i loro compagni di ‘fare proselitismo catechistico’”. In questo modo, osserva l’autore dell’articolo, “tutte le migliaia di pagine che si sono scritte sui progetti educativi, sull’autonomia, sulla libertà d’insegnamento, non servono a niente”. Se la Costituzione dice che lo Stato detta “le norme generali sull’istruzione”, fa notare il giurista, “lì si ferma, perché da un’altra parte dice anche che l’educazione è diritto e dovere dei genitori, non del ministro.Si potrà cambiare la Costituzione; “ma l’unica cosa che davvero non si può cambiare è ‘senza oneri per lo Stato”. La seconda ragione di disagio, aggiunge Garancini, nasce dal fatto che, “se davvero il ministro ha detto le cose che riferisce l’Unità tutta una tradizione di libertà di scelta, di libertà d’insegnamento, di tolleranza liberale e di costruttivo pluralismo nella nostra esperienza giuridica se ne va a scatafascio. Ritorna lo Stato (addirittura il governo) educatore”.