Lo ha detto oggi mons. Germano Zaccheo, vescovo di Casale Monferrato e membro della commissione Cei per le comunicazioni sociali, nel corso della tavola rotonda del Convegno Fisc, conclusosi oggi a Torino. “E’ libero di comunicare – ha spiegato il vescovo, riferendosi all’informazione massmediale – chi ha i mezzi per comunicare. In questo modo, l’informazione è in mano a pochi, diventa un privilegio, anziché un valore condiviso”. In secondo luogo, “la comunicazione è una questione politica, non tecnologica”, perché “una società deve mettere in grado tutte le sue componenti di far circolare le diverse ‘opinioni pubbliche’ che oggi concorrono a formare l’opinione pubblica generale”. Il linguaggio massmediale, inoltre, è per Zaccheo “un linguaggio che deve trasformare il fatto in notizia, altrimenti non comunica”. Una “deformazione inevitabile”, questa, che dà luogo ad “una serie di manipolazioni necessarie, cioè alla formazione di una realtà che è la notizia, e non più il fatto”. Il lettore, in genere, cade invece nell’equivoco di “ritenere che la notizia sia il fatto”. Ecco perché, ha sottolineato il vescovo, “bisogna educarci al mondo dei media, prima di parlarne male. Insegnare a comunicare è l’arma vincente contro qualunque manipolazione”. Rendere i lettori “veramente liberi”, ha concluso Zaccheo, “è il primo compito dei settimanali diocesani.