“Le intuizioni profondissime e ricchissime di documenti ecclesiali quali la ‘Redemptoris missio’ e la ‘Aetatis novae’, sui temi della comunicazione sociale, non hanno ancora inciso adeguatamente nel tessuto ecclesiale”: lo ha detto al Sir don Fausto Bonini, direttore di “Gente Veneta” (Venezia) e presidente della commissione cultura della Fisc durante i lavori del convegno di Torino. Secondo don Bonini “il tema della comunicazione deve fare da perno a tutta la impostazione pastorale” e “nessun progetto pastorale può essere messo in atto se non ruota attorno ad esso “. Don Bonini nota che “l’impegno della Cei per gli strumenti della comunicazione sociale è molto forte e lo sarà anche in seguito. Si spera che questa consapevolezza entri sempre più nel popolo cristiano”. La nuova “Carta programmatica” della Fisc che verrà presentata nella mattinata di sabato sottolinea questa dimensione ecclesiale e pone in luce – aggiunge don Bonini – due altri aspetti. Il primo è che i giornali diocesani non vanno intesi come ‘fogli interni’ alla comunità cristiana ma veri strumenti di comunicazione sociale, cioè rivolti a tutti: Il secondo aspetto riguarda la questione della ‘professionalità’. “Purtroppo ancora troppi giornali – afferma – vivono di volontariato e di mezzi stentati. Bisogna che dall’interno della Chiesa ci si renda consapevoli che la professionalità di questi mezzi riuscirà a incidere e dire qualcosa al mondo della comunicazione e quindi a un maggior numero di persone”.