CONVEGNO FISC: MONS. ZACCHEO, “NO” AI LOCALISMI ESASPERATI

“Quanto più si assiste alla globalizzazione dell’informazione, tanto più cresce l’esigenza di rapporti personali, familiari, sociali”. Lo ha detto mons. Germano Zaccheo, vescovo di Casale Monferrato e membro della Commissione Cei per le comunicazioni sociali, commentando i lavori del Convegno Fisc “Giona e la Balena”, in svolgimento in questi giorni a Torino. “Cultura del territorio” e globalizzazione dell’informazione, secondo il vescovo, “sono realtà divergenti soltanto in apparenza”. Esiste, tuttavia, il pericolo che “l’informazione che tende alla globalizzazione parli del territorio solo quanto riesce a spettacolarizzarlo”. Di qui l’importanza dell’ informazione locale, “non solo cattolica”, come “spazio che preservi il territorio dall’essere schiacciato dall’uso che ne fanno i grandi media”. C’è anche, sul versante opposto, il rischio che la cultura locale degeneri in “localismo”. “Più che di esasperato localismo, inteso come reazione uguale e contraria alla globalizzazione – ha detto Zaccheo riferendosi ad alcune tendenze ‘separatiste’, come quelle della Lega – io parlerei di un momento particolare di tensione sociale, più che politica o culturale: una sorta di insofferenza, magari spettacolarizzata od usata ad altri fini, nei confronti delle disfunzioni di uno Stato nato liberista e centralista, che non riesce ancora a liberarsi da alcuni residui ottocenteschi”. Il compito settimanali cattolici, ha concluso il vescovo, è quello di coniugare la dimensione locale con quella nazionale, tenendo persente che “la Chiesa locale è in se stessa Chiesa universale, che vive in un luogo ben preciso”.