VESCOVO SUICIDA IN PAKISTAN: COMMENTO DI PADRE CERVELLERA (FIDES)

Il vescovo cattolico John Joseph, si è ucciso a Islamabad in Pakistan per protestare contro una sentenza capitale comminata ad un cristiano per blasfemia contro l’Islam. Il vescovo, presidente della commissione per i diritti umani voluta dalla conferenza dei vescovi cattolici del Pakistan, si è sparato mercoledì con una pistola nel corridoio del tribunale dove Ayub Massih, un pakistano di fede cristiana, era stato condannato a morte il 27 aprile scorso. “Il vescovo – ha commentato padre Bernardo Cervellera direttore dell’ agenzia Fides – da sempre lottava per i diritti umani, perché in Pakistan basta che uno accusi un altro di essere blasfemo nei confronti del Corano, per essere messo a morte senza appello. Aveva fatto diversi digiuni in passato e varie volte aveva minacciato che avrebbe fatto gesti fuori del comune per richiamare l’attenzione del mondo. Oggi ci si rende conto che pensava ad una sorta di auto-immolazione. E’ sicuramente una morte di protesta poiché è chiaro che non è stato ucciso. E’ una morte per richiamare il mondo sul problema della libertà religiosa in Pakistan e delle ingiustizie che i cristiani subiscono. Oggi la Fides ha ricevuto conferma che in Pakistan tutti tacciono circa questa morte perché hanno timore che si scateni una reazione tra cristiani e musulmani. C’è molta tensione. La diocesi di Islamabad sta preparando una nota in cui si afferma che il vescovo si è autoimmolato, e che la sua morte non è stata voluta da qualcuno.” Attualmente in Pakistan ci sono circa 2 milioni di cristiani (1,6% della popolazione) su un totale di circa 140 milioni abitanti in gran parte musulmani.