“Nelle scuole cattoliche non sarà consentito fare proselitismo”: queste parole che il ministro Berlinguer avrebbe pronunciato ieri al liceo Tasso di Roma hanno suscitato immediate reazioni delle associazioni cattoliche impegnate nella scuola. Il quotidiano Avvenire ha chiesto spiegazioni, altrettanto chiederanno, se non ci sarà un chiarimento immediato, i partecipanti alla 18° Festa della scuola cattolica, domenica 10 maggio a Roma. L’appuntamento di quest’anno, spiegano gli organizzatori, ha un duplice significato: “denunciare all’opinione pubblica la grave situazione di molti istituti cattolici che, a causa del tardare del riconoscimento della parità giuridica, riducono gli organici mentre altri chiudono i battenti; e portare l’attenzione di tutti verso la scuola statale e non statale, che soffre, nonostante le molte iniziative avviate dal ministro Berlinguer, di disaffezioni, distrazioni, disinteresse, scarsità di risorse finanziarie, pochezza di idee propositive”.La giornata di domenica, spiega fr. Giuseppe Lazzaro, presidente del comitato organizzatore della Festa, “è anche un momento di riflessione e di ricerca, soprattutto di solidarietà che ricerchiamo nella società civile e nella comunità ecclesiale”. Secondo fr. Lazzaro questo è “un momento difficile che stenta a passare”: “La scuola italiana, e non solo quella cattolica, attende le tanto auspicate riforme, dall’autonomia di cui aspettiamo i regolamenti all’effettivo decentramento, dalla parità alla riforma degli ordini scolastici. Siamo certi che ogni giorno passato nell’attesa sia un giorno perso per la libertà, il futuro e la democrazia del nostro Paese”.