“Nell’era del ‘villaggio globale’, dove la grandiosa rete delle reti permette ogni connessione immaginabile, la comunicazione è facile, e però manipolata; i messaggi sono liberi, e però chi possiede le chiavi tecnologiche ed economiche dei sistemi è il vero padrone del comunicare”: lo dice il card. Giovanni Saldarini, arcivescovo di Torino, nella prolusione al convegno nazionale della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) che si apre questo pomeriggio a Torino, (Teatro Valdocco). Secondo Saldarini, anzi, in una tale situazione, paradossalmente “cresce il numero degli esclusi dalla comunicazione, dei nuovi ‘poveri'”. “Essere poveri, oggi, significa anche non poter accedere a quei patrimoni di informazione che sono la ‘ricchezza’ del mondo”. E ciò vale – secondo l’arcivescovo – soprattutto per i popoli più in difficoltà, quali ad esempio i curdi, i tibetani, le vittime innocenti delle guerre razziali, i poveri ‘silenziosi’ delle grandi periferie di Rio, di Lagos, di Manila o anche di New York. Compito della stampa cattolica diocesana quindi è quello di svolgere un’ “azione profetica”, gridando nella “grande città” dell’universo comunicativo la “verità di Dio”, vale a dire il Vangelo della salvezza per tutti gli uomini. I giornali diocesani raccolti nella Fisc sono oltre 140 e molte sono pubblicazioni centenarie. Durante il convegno di Torino verrà presentata la “Carta” della federazione con gli intenti della stampa diocesana per i prossimi anni. Al convegno partecipa anche il Presidente della Camera, Luciano Violante. Domani la relazione del Presidente della Fisc, mons. Duilio Corgnali e la tavola rotonda su “Laici e cattolici a confronto con l’opinione pubblica” con Del Colle, Rossella e mons. Germano Zaccheo, vescovo di Casale Monferrato.