DIOCESI DI COMO: UNA CASA PER MALATI TERMINALI DI AIDS

Sarà operativa entro la fine del 1999 e potrà accogliere un massimo di 10 malati. E’ la “Comunità Residenziale Assistenziale”, una casa per malati terminali di Aids che la diocesi di Como ha “fortemente voluto” e realizzato dando un contributo di oltre un miliardo. A curare la gestione economica ed operativa della Comunità saranno i padri somaschi mentre per l’assistenza dei malati, si sta provvedendo a comporre un’équipe di circa 12 persone (tra medici, educatori, infermieri e due religiose che avranno un ruolo di coordinatrici) che consentirà un’assistenza continua 24 ore su 24. “Non si tratterà di una casa di cura – spiega padre Luigi Bassetto, somasco e superiore della Comunità SS. Annunciata – ma di un ambiente protetto, all’interno del quale cercheremo di offrire un po’ di serenità a chi vi è ospitato. Il volontariato sarà determinante nell’animazione della casa e sarà deciso per gli ospiti mantenere, per quanto possibile, una vita di relazione aperta anche all’esterno”. Per questo, dal prossimo mese di settembre, in accordo con la Caritas diocesana, dovrebbe prendere il via un corso di formazione per volontari che vorranno prestare servizio nella struttura. Per l’accoglieza dei malati, la Comunità farà riferimento alle richieste delle varie Asl, agli ospedali e alla comunità per tossicodipendenti. “So bene – dice mons. Alessandro Maggiolini, vescovo di Como – che nei confronti di questi nostri fratelli si è, talvolta ingiustamente, pervenuti quasi desiderando di abbandonarli al loro destino. E invece, no. Almeno in questo caso si tratta di ‘ultimi’ che intendiamo accompagnare alla morte tenedondoli per mano”.