“Stiamo cercando giovani che vogliono diventare santi per cambiare questo mondo, basta solo un sì totale e incondizionato”. E’ l’appello lanciato da Ernesto Olivero del Sermig, alla XXI Convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, in corso a Rimini sul tema “Sospinti dallo Spirito Santo verso il Giubileo del 2000”. Nel giorno in cui i “carismatici” si sono confrontati con la carità e la solidarietà sociale, l’impegno chiesto da Olivero non si esaurisce nelle “collette di denaro o raccolte di stracci” per finanziare progetti di pace. “Si tratta – ha spiegato il fondatore del Sermig – di farci riempire di Dio, riconsegnargli la vita, ed in ginocchio chiedergli, cosa vuoi da me?”. Ai carismatici, Olivero ha raccontato la sua esperienza. “Ho visto – ha detto – i bambini ruandesi uccisi a colpi di machete, ho visto i bambini di strada. Tutti questi bambini hanno un nome e un cognome, vogliono essere amati, rivendicano la loro porzione di amore”. A questo punto, Olivero ha rilanciato due denunce: la prima fa riferimento al debito estero che fa “i paesi ricchi sempre più ricchi e quelli poveri sempre più poveri”. La seconda riguarda invece l’operato dell’Onu. “Di fronte al più grande eccidio della storia, in Ruanda – chiede Olivero – l’Onu dove era? Era in Irak per quella finta guerra”. In questa linea si era inserito anche l’intervento di Andrea Riccardi, della Comunità di S. Egidio. “Se è vero che molti possono fare la guerra – ha detto – è vero anche che tutti possono fare la pace. I cristiani hanno questa forza di pace come eredità dello Spirito Santo”.