“Diversi vescovi hanno parlato della gravità del problema occupazione nel Mezzogiorno”, ha detto il Segretario generale della Cei, mons. Ennio Antonelli, presentando questa mattina a Roma il comunicato finale dei lavori del Consiglio episcopale permanente, che si è svolto dal 16 al 18 marzo scorso. L’occupazione è una “priorità”, ha detto Antonelli, e la Chiesa può offrire il suo contributo in termini di “formazione umana, spirituale e morale” dei lavoratori e di coloro che aspirano a trovare un lavoro. La Chiesa, ha proseguito il Segretario della Cei, incoraggia “le imprese affinché creino nuovi posti di lavoro al Sud”.Quanto al dibattito sulle 35 ore lavorative , mons. Antonelli ha detto: “E’ un tema importante e mi sembra che tra i cattolici che si occupano di questi problemi l’idea più diffusa sia che la risoluzione di questo problema sia lasciata alla contrattazione tra i soggetti interessati, tenendo conto delle differenti situazioni”. Occorre, insomma, “dare priorità alla contrattazione tra le parti sociali. E l’intervento del legislatore dovrebbe essere rivolto al sostegno di una certa flessibilità”, questo il suggerimento del segretario della Cei. Che ha aggiunto: “Gli imprenditori sono invitati ad avere un grande senso di responsabilità nei confronti del nostro popolo. D’altra parte, vanno assicurate le condizioni affinché le imprese possano lavorare nel Sud d’Italia”.