“C’è da augurarsi che sotto le grandi dichiarazioni di principio ci sia una vera volontà politica e non delle strumentalizzazioni a fini elettorali”. Don Elia Ferro, della fondazione MIgrantes, commenta così la recente approvazione al Senato della legge sul voto degli italiani all’estero. Il dato positivo è l’approvazione della legge a larga maggioranza, ma la serie di emendamenti e di passaggi previsti (alla Camera dei deputati e quindi alla Bicamerale) rischia “di allungare troppo i tempi ed arrivare a conclusione quando non se ne sentirà più il bisogno”. Sono infatti oltre 5 milioni le persone con passaporto italiano che vivono all’estero, e più 60 milioni di oriundi discendenti da emigrati italiani. In cento anni circa 27 milioni di italiani hanno lasciato l’Italia per trovare lavoro e patria altrove. Di questi temi si parlerà domani a Milano nel corso di un convegno su “Chiesa ed emigrazione”, organizzato dalla Segreteria per gli esteri della diocesi di Milano, da Migrantes e dall’associazione Sarepta. “Gli italiani all’estero provano un certo disincanto di fronte a questo ‘palleggiarsi’ del voto a destra e a sinistra – osserva don Ferro -. Speriamo però che sia il momento giusto per ricredersi”. L’emigrazione italiana è infatti da tempo in una “zona d’ombra, è l’altra Italia, sconosciuta come realtà e come risorsa, ma è una storia da non dimenticare perché ci insegna come accogliere meglio i nuovi immigrati”. Al convegno di domani interverrà anche il cardinale Carlo Maria Martini. Saranno proposte testimonianze di laici e religiosi presenti nei luoghi di emigrazione.