ASSOCIAZIONE GIOVANNI XXIII:”IN CHIAPAS VENGONO CALPESTATI I DIRITTI UMANI

“Una presenza internazionale di pace per riaprire il dialogo tra zapatisti e governo messicano”. E’ quanto chiede un gruppo di giovani dell’associazione Papa Giovanni XXIII di Rimini, dopo aver trascorso alcuni mesi in Chiapas, uno degli Stati più poveri del Messico, “per vivere – si legge in una nota – con la popolazione civile coinvolta nel conflitto e per incontrare i rappresentanti delle organizzazione che operano per la pace”. “Come operatori civili – spiegano i responsabili dell'”operazione Colomba” – abbiamo contribuito all’attività di monitoraggio dei diritti umani del Centro Fray Bartolome De Las Casas, in un villaggio ai confini con il Guatemala. Abbiamo visto coi nostri occhi i militari girare con le armi spianate tra la popolazione civile, occupare le piantagioni di caffè e mais, fare foto a persone e case, chiedere informazioni sull’identità dei capi della rivolta zapatista, dietro promessa di ricompensa di denaro”. Di fronte a questa grave situazione, “che porta a continue uccisioni e massacri, chiediamo – continuano i giovani dell’associazione Giovanni XXIII – una presenza internazionale di pace per riaprire il dialogo tra zapatisti e governo messicano”. Solo così, concludono i promotori dell’appello, si può sperare che “il conflitto si avvii ad una soluzione, grazie alle pressioni di una politica europea attenta alla difesa dei diritti umani”.