IRAQ: LA CARITAS LOCALE CERCA DI FAR FRONTE ALL’EMBARGO

Si chiama “Confraternità della carità” ed è l’equivalente della Caritas italiana. Si calcola che ogni mese muoiano in Iraq circa 5000 bambini, anche a causa dell’embargo e della mancanza di cure adeguate. A questo si è aggiunta poi la guerra tra governo iracheno e curdi rifugiati nel Nord del paese, che ha costretto la popolazione residente all’esodo forzato: il 50% degli iracheni non ha casa.Nel corso del ’97 la Confraternità della carità, grazie al sostegno dell’intera rete delle Caritas nazionali, ha ricevuto aiuti alimentari per oltre due miliardi di lire distribuendoli a circa 35.000 famiglie in tutto il paese. Nel prossimo semestre circa 100 milioni di lire saranno destinati all’acquisto di viveri e generi di prima necessità. La “Caritas irachena” ha inoltre contribuito alla ricostruzione di 162 case in 11 villaggi nel Nord Iraq – sette caldei, due assiri e due per i curdi musulmani – consentendo ai rispettivi abitanti di farvi ritorno.Sul fronte sanitario ha assistito e curato, nel proprio ospedale e in convenzione con la rete ospedaliera irachena, circa 1700 persone. Sono stati realizzati anche progetti di sostegno socio-psicologico alle vittime della guerra, ai disabili, agli orfani, alle vedove. Per venire incontro al problema degli abbandoni scolastici, dovuto all’impossibilità delle famiglie di far fronte a spese elevate, soprattutto relative ai trasporti, lo scorso anno sono stati concessi aiuti finanziari a circa 2500 studenti.