Nella cronaca commentata dell’incontro degli “Stati generali della sinistra” tenutosi a Firenze dal 12 al 14 febbraio, Civiltà Cattolica si sofferma, tra l’altro, sul “rimescolamento delle carte” pensato e proposto da D’Alema per “immettere nuova linfa vitale, soprattutto di apporti culturali e di tradizioni politiche” per rinnovare una sinistra europea che “pur essendo in molti Paesi al Governo, soffre di eccessivo pragmatismo ed è alla ricerca di nuovi fonti di ispirazione””Si tratta – si legge nelle anticipazioni del quindicinale dei Gesuiti – di un’operazione culturale difficile e non di una semplice tattica politica per accrescere il consenso; tanto difficile che l’on. Occhetto, il quale per primo, nel Congresso di fondazione del Pds, parlò di “contaminazione” culturale – e ha difeso con energia questa scelta nel suo intervento a Firenze – proprio nella realizzazione e nella gestione di questa scelta ha mostrato la “vecchia” mentalità egemonica del Pci, causa non ultima della sconfitta elettorale della “grande macchina da guerra” dei progressisti. Operazione culturale difficile – pure se auspicabile – da mettere in atto, anche perché la maggioranza di coloro che entrano a far parte della nuova formazione politica sembrano dominati, sulla spinta della modernizzazione, dalla cultura del soggetto concepito come dotato di poteri assoluti, una cultura certo dominante in Occidente, ma che viene accettata supinamente pure quando appare connotata da note di irrazionalità”.