SVIZZERA: OLTRE 400 MILA POVERI, MALGRADO IL LAVORO

Sono 410 mila in Svizzera i lavoratori a tempo pieno sotto la soglia della povertà. E’ quanto emerge da uno studio realizzato dalla Caritas elvetica che è stato pubblicato sull’ultimo numero del settimanale “Corriere degli Italiani” di Lugano. I “working poor” sono 250 mila se la soglia della povertà è fissata secondo i criteri della legge sulle prestazioni complementari (2.100 franchi, da cui sono già dedotte imposte e contributi sociali). I lavoratori poveri aumentano a 410 mila se invece si prende come riferimento i limiti della Conferenza svizzera delle istituzioni di azioni sociali, che fissa la soglia di povertà a 1.800 franchi. Dall’indagine della Caritas, risulta che i tre quarti dei lavoratori poveri sono cittadini svizzeri, che il 67% ha meno di 40 anni e che oltre la metà di loro ha terminato un apprendistato o una formazione equivalente. Molti dei “working poor” infine hanno famiglia con figli. Analizzando i settori in cui i salari sono particolarmente bassi, lo studio della Caritas si sofferma sulla ristorazione, la vendita e l’industria delle pulizie. In questi casi, la povertà degli impiegati è causata da redditi variabili, condizioni di lavoro precarie e bassi tassi di sindacalizzazione. Di fronte a questa situazione, la Caritas ha formulato un pacchetto di proposte: si va dalla richiesta di una formazione professionale destinata in particolare alle persone meno qualificate alla promozione di politiche che concedano maggiori sgravi fiscali, abitazioni sociali e migliori assegni familiari.