“Ogni notte per le strade di Bologna dorme all’aperto una quantità elevata di persone, che varia fra 500 e 1000. E non parliamo di stranieri, ma di italiani e bolognesi”. E’ quanto documentano Paolo Guidicini e Giovanni Pieretti, sociologi dell’Università di Bologna, che oggi hanno presentato nel capoluogo emiliano una ricerca su “Città globale e città degli esclusi”. Pieretti spiega che “non si tratta più di fenomeni di povertà o di emarginazione tradizionali, come per esempio barboni, persone senza fissa dimora o anziani con pensione minima, ma anche di persone che hanno un lavoro, sono disoccupati oppure con gravi problemi familiari”.” “La ricerca è stata presentata nel corso di un convegno, che si è svolto oggi a Bologna, dedicato alle “risposte del territorio contro l’esclusione sociale grave”. Il fenomeno dei nuovi esclusi è in forte aumento non solo a Bologna e in Italia, ma in tutta Europa, è stato detto nel corso del convegno. In Danimarca stanno sorgendo associazioni dei senza tetto. In Finlandia e Svezia, modelli fino agli anni Ottanta dei migliori servizi sociali del mondo, le persone con sussidio assistenziale sono aumentate del 100 per cento dal ’90 al ’95 e in Finlandia i senza tetto sono già 4000. In Inghilterra, nonostante la forte spinta sociale del governo Blair, in molti quartieri delle grandi metropoli stanno sorgendo organizzazioni per i nuovi emarginati. A Glasgow, per esempio il 30 per cento della popolazione vive in povertà e un altro 30 per cento comincia a temere per il futuro. Anche a Parigi ed in Francia cresce sempre di più la richiesta di organizzazioni che si interessino dei nuovi emarginati, mentre il Portogallo registra l’aumento di “emarginati attivi”, uomini e donne di mezza età che restano esclusi dalla società.” “