COSA FA IL GOVERNO PER I MALATI DIMESSI DAGLI EX-OSPEDALI PSICHIATRICI?

E’ quanto chiede l’on. Ilario Floresta, in un’interrogazione parlamentare a risposta orale presentata nei giorni scorsi alla Camera. L’intento, è quello di “rilanciare” una petizione presentata il mese scorso dall’associazione “Cristiani per servire”, insieme con l’Opera don Guanella, l’Opera della Divina Provvidenza (don Orione) e l’Associazione riforma assistenza psichiatrica, per sollecitare interventi “a favore di malati mentali che, a seguito delle disposizioni di chiusura degli ex-ospedali psichiatrici, certamente non sono ad oggi doverosamente tutelati e garantiti, non essendo nel frattempo state realizzate strutture intermedie ed alternative”. Alla petizione ha dato “favorevole resoconto”, si legge nell’interrogazione parlamentare, soltanto il Presidente della Repubblica, mentre le altre istituzioni “non hanno ad oggi sentito il dovere di rispondere”. Secondo i dati pubblicati recentemente dalla rivista “Aggiornamenti sociali” in occasione dei vent’anni dalla legge Basaglia, che stabiliva la chiusura degli ospedali psichiatrici, risulta che solo 211 dei 4.972 ricoverati al settembre 1997 sono rientrati al proprio domicilio; gli altri sono stati trasferiti in residenze di differente assistenza. Sempre in occasione dei vent’anni dalla legge Basaglia, la Caritas italiana e l’Ufficio nazionale per la pastorale della sanità promuovono un seminario dal titolo “Comunità che guarisce: malattie mentali, cronicità, comunità cristiana”, che si terrà a Roma dal 3 al 5 dicembre; intanto, la campagna “Salute mentale” promossa in Lombardia da un gruppo di associazioni, enti e sindacati ha raccolto 25 mila firme e sarà presentata il 30 novembre in un convegno a Milano. ” “” “