“Sembra che ogni anno ci sia qualcuno che si ingegna a montare una polemica attorno allo Zecchino d’oro, alla ricerca dello scandalo a tutti i costi. Per questa 41° edizione il pretesto è rappresentato da un paio di canzoni che vedono i bambini accennare al lavoro di entrambi i propri genitori”: è Giovanni Cocco, segretario del “Premio Televisivo Internazionale A.Ge. Chiara d’Assisi” a spiegare perché non sono condivisibili le critiche sollevate attorno ad alcuni brani di canzoni in gara. Lo “Zecchino d’Oro”, presentato nei giorni scorsi ai giornalisti, avrà una sua anteprima televisiva la sera di domenica 22 novembre e poi sarà trasmesso dal 26 al 28 novembre nel pomeriggio e la finalissima in mondovisione la sera di domenica 29. Quest’anno per la prima volta sarà condotto a turno da Cino Tortorella, Milly Carlucci, Cristina D’Avena e Giorgio Comaschi. “A noi sembra che le parole delle canzoni incriminate – aggiunge il past-president dell’A.Ge., Luciano Sgobino – esprimano semplicemente il desiderio dei figli di avere più tempo per stare con i genitori”. “Semmai – precisa Giovanni Cocco – si riscontra il dato di fatto che, spesso, i piccoli stanno con i nonni perché le mamme sono costrette a lavorare, in quanto un solo stipendio non basta. Da qui si spiega anche la caduta verticale delle nascite nel nostro paese e c’è da interrogarsi sulle politiche sociali e per la famiglia che dovrebbero invece andare nella direzione di un sostegno più deciso a chi ha o vuole avere dei figli”.