ISRAELE-SANTA SEDE, PASSI AVANTI NEL DIALOGO E NEL RAPPORTO TRA ISTITUZIONI

Ne ha parlato ieri a Roma Aharon Lopez, ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede, intervenendo ad un incontro nell’ambito del ciclo di conferenze “Essere ambasciatori presso la Santa Sede oggi” promosso dall’Associazione Carit` politica”. ” “Lopez ha raccontato l’evoluzione storica e il cambiamento dei rapporti tra Israele e Santa Sede, culminati nel “gesto di fratellanza” di Giovanni Paolo II, che nel 1986 fece visita alla sinagoga di Roma. In questa “nuova era” di rapporti, ha detto Lopez, grande importanza riveste l’accordo legale concluso il 10 novembre ’97 (dopo lo storico accordo fondamentale del ’93) e che verr` ratificato nelle prossime settimane. “Lo scopo dell’accordo – ha ricordato – h di regolarizzare lo status e la personalit` giuridica della Chiesa cattolica e delle sue istituzioni in Israele”. Le istituzioni cattoliche avranno infatti uno status legale e saranno soggette alla legge israeliana, perr “manterranno piena autonomia interna nell’amministrazione dei loro affari, inclusi i conflitti interni che saranno giudicati dalla Chiesa in accordo con la legge canonica”. Ma l’accordo fondamentale incoraggia in particolare gli scambi culturali tra istituzioni cattoliche ed israeliane: “Una delle piy grandi sfide che ci troviamo ad affrontare – ha precisato – h nel campo dell’istruzione e dell’informazione, dove i risultati della nostra cooperazione devono essere messi in pratica”. Riguardo al futuro di Gerusalemme Lopez ha ribadito che “non ci sono limiti all’inventiva dell’uomo quando si tratta di trovare soluzioni per mantenere la citt` unita e allo stesso tempo garantire piena libert` di culto nell’amministrazione dei suoi luoghi santi e permettere il libero accesso alla citt` per i credenti delle tre religioni”. Lopez ha inoltre ricordato che Israele attende il Papa “a braccia aperte”. All’incontro h intervenuto anche Elio Toaff, rabbino capo della comunit` ebraica di Roma, raccontando che “quando i tedeschi chiesero 50 chili d’oro in cambio di 200 vite umane anche Pio XII contribuì. E questo gli ebrei non l’hanno dimenticato. E quando cominciarono a mandare gli ebrei nei campi di sterminio molti preti romani misero a rischio la vita perchi il Vaticano invitr ad aprire i conventi e i seminari”.” “” “