DIÈNE (UNESCO): “I LUOGHI SANTI NEL MEDITERRANEO PER UNA CULTURA DI PACE”

“Tutte le grandi questioni che interpellano oggi l’umanità, non possono essere risolte senza dare ai messaggi spirituali tutto il loro valore. Per questo, i santuari che sono luoghi di memoria, di pellegrinaggio e di preghiera, devono ritrovare la loro identità”. E’ l’appello lanciato questa mattina da Doudou Diène, direttore della Divisione “Progetti interculturali” dell’Unesco, ai responsabili della pastorale per i santuari e pellegrinaggi convenuti a Pompei per il loro secondo Congresso Europeo. Il rappresentante dell’Unesco ha ricordato che “con i loro riti e le loro preghiere, i pellegrinaggi e i santuari costituiscono in tutte le religioni e tradizioni spirituali luoghi di memoria e mete di percorsi iniziatici. Questi itinerari fanno appello ad un lontano passato che è spesso condiviso da famiglie religiose diverse. Per questa ragione – ha aggiunto Diène – spesso alcuni luoghi santi hanno generato conflitti e antagonismo nel corso della storia e ciò è successo quando una tradizione spirituale ha voluto appropriarsi in maniera esclusiva della memoria del luogo”. In questo contesto occupa un “un posto focale” Gerusalemme. “La città santa – ha detto il rappresentante dell’Unesco – è non solo un luogo di memoria per le religioni del Libro che condividono aspirazioni e valori comuni ma è anche caricata di un peso storico profondamente radicato nell’immaginario collettivo dell’umanità. Dimostrare la sua interculturalità e la sua spiritualità è il contributo più sicuro per superare i conflitti e promuovere la pace”. Facendo poi riferimento alla Dichiarazione di Malta (1997), Diène ha incoraggiato le comunità religiose a intraprendere un esame ed un’analisi di tutti quegli “elementi, pratiche ed insegnamenti che concorrono a diffondere la tolleranza e il rispetto reciproco”.” “” “” “