“Troppo scarso è ancora il numero di coloro che devolvono un’offerta deducibile per il sostentamento del clero”. E’ quanto si legge nel documento finale della XLV Assemblea della Cei, presentato oggi alla stampa. “Sull’otto per mille – hanno fatto presente i vescovi italiani, riunitisi nei giorni scorsi a Collevalenza – grava l’incognita della trasformazione in atto delle modalità della dichiarazione dei redditi; e anche i beni ex beneficiali confluiti negli Istituti diocesani per il sostentamento del clero concorrono in scarsa misura allo scopo, perché gravati da pesanti oneri fiscali e spese di riadattamento”. Di qui la necessità, come ha rilevato mons. Attilio Nicora, delegato della presidenza della Cei per le questioni giuridiche, di un “rilancio” del sistema per il sostegno economico alla Chiesa, le cui basi poggiano soprattutto su “un reale e convinto coinvolgimento dei preti nell’impegno educativo che è richiesto per formare sia la comunità cristiana alla corresponsabilità e alla partecipazione, sia gli stessi sacerdoti alla fraternità presbiterale e ad uno stile di povertà volontaria”. I vescovi, da parte loro, si sono impegnati a Collevalenza “a promuovere una sensibilizzazione sul sostegno economico alla Chiesa con un intervento di magistero papale, con la istituzione presso la curia diocesana di un ‘servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa e con la cura a costituire nelle parrocchie un autentico e operante consiglio per gli affari economici”. ” “” “