LE TELEVISIONI TEMATICHE SONO IL ‘FUTURO’ DELLA TV

Lo afferma Pier Cesare Rivoltella, docente di teoria e tecnica della comunicazione all’Università cattolica di Brescia, in un’intervista che verrà pubblicata sul prossimo numero del Sir in occasione della Giornata mondiale della televisione, indetta dall’Onu per il 21 novembre. Le televisioni tematiche, osserva Rivoltella, trovano “resistenze tecnologiche e culturali” nel nostro Paese: “Noi – dice il professore – siamo gente abituata da sempre a non pagare per vedere: il canone Rai, infatti, è una tassa sul possesso del televisore; la programmazione del sistema pubblico e di quello privato, di conseguenza, arriva nelle nostre case a costo zero”. Il sistema parabola-decodificatore, invece, è “ancora troppo costoso per ambire a una diffusione larga e capillare”. Di qui la difficoltà di dare una prima valutazione sull’impatto di Sat 2000, la nuova televisione tematica cattolica: “Occorre aspettare – è il commento di Rivoltella – che la televisione satellitare abbia più ampia diffusione per poter esprimere un giudizio più approfondito”. Sul tema degli “effetti”, positivi e negativi, della televisione, secondo l’esperto c’è una sorta di “sovra-esposizione, sia sulla carta stampata, che nella pubblicistica specializzata”, la quale ha prodotto “confusione tra gli effetti reali e gli effetti presunti, cosicché alla fine risulta difficile decidere se la tv è proprio una cattiva maestra o, al contrario, un ospite gradito”. In secondo luogo, poi, tale confusione ha creato “disorientamento tra gli educatori, col risultato di far crescere di sicuro la loro informazione, ma non altrettanto la capacità di intervenire sul piano educativo”.