“La pastorale giovanile oggi è chiamata a tener conto dei grandi cambiamenti che ci sono nella vita e nel costume dei giovani”. Lo ha dichiarato il presidente della Cei, card. Camillo Ruini, al termine della 45a assemblea generale straordinaria dei vescovi italiani che si è svolta a Collevalenza ed ha messo all’ordine del giorno, tra l’altro, il problema della “pastorale giovanile”. “La comunità cristiana deve farsi carico dell’iniziazione cristiana dei fanciulli che poi si prolunga in una formazione permanente”.” “Oggi, ha osservato il cardinale, “viviamo una stagione molto meno conflittuale di altre stagioni che abbiamo alle spalle: i rapporti tra parrocchie, associazioni e movimenti ecclesiali devono essere di integrazione reciproca: l’inserimento nella vita parrocchiale e diocesana offre ai movimenti l’opportunità di non rimanere in un circolo chiuso e di mettersi a servizio di tutta la comunità”. Questo può aiutare a “rivitalizzare le parrocchie in ordine alla pastorale giovanile”. Tuttavia, ha sottolineato Ruini, “per dare più slancio alla pastorale giovanile bisogna mettere al centro la missionarietà”. I giovani devono sentirsi coinvolti nella “missione della Chiesa”. Devono sentirsi inviati “in missione” tra i loro coetanei. La coscienza di essere “popolo di Dio in missione”, ha aggiunto il cardinale, sta crescendo “molto rapidamente” nella Chiesa italiana. “Spero che essa possa diventare mentalità comune” a tutti i livelli, ha concluso.” “