NOTA SETTIMANALE

Pubblichiamo il testo della nota Sir di questa settimana. “Veltroni, si sa, è uomo di immagine. E il suo pellegrinaggio sull’asse Torino – Bologna, più che qualsiasi ponderoso documento congressuale definisce l’ambizione catch-all (“pigliattutto”) dei Democratici di Sinistra. Con questa espressione americana, coniata dal politologo Kirchheimer a metà degli anni sessanta potrebbe definire i partiti che ambiscono a pescare in diversi ceti e segmenti di pubblica opinione. Sofri,Bobbio e Dossetti, il popolo (ex-)comunista della Bolognina, passato, presente e futuro, sono assemblati secondo la logica dell’immagine, ma anche secondo un preciso disegno politico, che concretizza una antica e lucidissima lezione sull'”egemonia”.” “Coerentemente con gli esempi rosso-rosa, attualmente vincenti in Europa, l’obiettivo del maggior partito della sinistra che si trova ad essere anche il partito di maggioranza relativa e perciò a guida della coalizione di governo, appare quello di introiettare il centro, secondo lo schema di Blair, riportato sul continente dalla idea di “neue mittle” (nuovo centro) di Schroeder.” “Così moderna nei riferimenti mass-mediologici ed europei, questa strategia riconduce tuttavia a vecchi e consolidati riferimenti nella storia italiana, in particolare la vicenda dell’ultimo quarto dell’ottocento e del primo decennio di questo secolo.” “Vecchio e nuovo, come è sempre nella storia, si rincorrono e si incrociano, così da rilanciare insieme il sorriso accattivante dei leader europei, la lezione gramsciana ed anche la vecchia ma inossidabile categoria storico-politica del trasformismo, che proprio autorevoli storici di sinistra hanno eletto a chiave privilegiata di interpretazione della storia politica dell’Italia unita.” “Questo disegno evidentemente ha bisogno di solide alleanze, ma anche di una sostanziale assenza di alternative. Come hanno dimostrato Sabbatucci e Carocci il trasformismo si sviluppa attraverso il restringimento al solo blocco di governo dell’area legittimata a governare, attraverso un sostanziale consenso dell’opposizione, consapevole dei propri ridotti confini.” “La politica, soprattutto in questa stagione di passaggio e di crisi, è competizione. Se il disegno dei nuovi inquilini di Palazzo Chigi e di Botteghe Oscure è chiaro, la parola passa ai partner di governo, in particolare a quelli che sono sembrati spiazzati dal tour veltroniano, e soprattutto alle opposizioni: quali sono le loro proposte e le loro indicazioni strategiche?”” “” “” “” “