XLV ASSEMBLEA CEI: POLLO, “EDUCARE I GIOVANI ALLA SCOPERTA DELL’ALTRO”

“La scoperta dell’altro, la memoria, la storia, l’identità, l’incontro con il volto di Cristo attraverso un annuncio che faccia sperimentare ai giovani che Egli li ama e ama la loro vita”. Sono questi, secondo il sociologo Mario Pollo, docente all’Università Pontificia Salesiana, alcuni campi di impegno educativo a favore delle nuove generazioni. Lo ha detto intervenendo oggi alla XLV assemblea generale dei vescovi italiani (Collevalenza, 9-12 novembre). ” “Nella transizione verso l’età adulta, spiega il sociologo, i giovani seguono infatti “un cammino sempre più personale e soggettivo, solo parzialmente legato alla loro età anagrafica”. Pollo si chiede se si tratti di prolungamento o di “scomparsa della giovinezza”: le persone, osserva, tendono infatti a comportarsi “secondo modelli che prescindono dalla loro età”, in modo tale che diventa “possibile essere adulti infantili o bambini maturi nella dinamica sociale”. In questo “disordine” della complessità sociale Pollo riconosce nei giovani “una potenzialità evolutiva che può diventare attuale solo se viene educata e fatta esplodere attraverso l’incontro con l’Altro”. Vi è infatti “una minoranza di giovani che ha messo al centro della propria vita una costellazione di valori che può essere definita dell’alterità solidale”: l’uguaglianza, la giustizia sociale, la tolleranza, l’armonia interiore, la responsabilità, la libertà di pensiero e di azione. Riguardo al modo di vivere l’esperienza religiosa Pollo nota che i giovani tendono al soggettivismo, quindi la presenza divina è spesso vissuta “come una risposta ai propri bisogni interiori di sicurezza e di pienezza di sé”, con il rischio che in alcuni casi Dio “possa essere confuso con i propri processi psichici”. Inoltre molti giovani non collocano “Gesù all’interno della propria esperienza della presenza di Dio”. In questo contesto fioriscono le “contaminazioni di tipo sincretistico”, come i fenomeni commerciali della new age e della next age. Paradossalmente, conclude Pollo, “può essere il confronto con la morte” (che i giovani non hanno rimosso, a differenza degli adulti) la strada per riaprire “l’orizzonte esistenziale del giovane all’amore alla vita che si esprime nella fatica dell’impegno nella storia”. ” “” “