Una mobilitazione internazionale non violenta per la pace e i diritti umani nel Kosovo e nel mondo è quanto stanno organizzando le associazioni Beati i costruttori di pace, Papa Giovanni XXIII, il Gruppo autonomo volontariato civile in Italia (Gavci), il movimento internazionale di riconciliazione (Mir) e Pax Christi. L’iniziativa, denominata “I care” (mi importa), motto caro a don Lorenzo Milani, prevede come strumento di pressione 120 mila cartoline i cui destinatari sono il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, l’Alto commissario Onu per i diritti umani Mary Robinson e il presidente di turno dell’Unione Europea, l’austriaco Wolfgang Schussel. ” “”Già da alcune settimane – informa l’Agirt, l’agenzia di informazione delle diocesi del Nord-Est – obiettori di coscienza e volontari di altri gruppi sono nel Kosovo per avviare un progetto di presenza internazionale sul territorio a fianco della popolazione”. I volontari raccontano che nella zona di Komorane, a Kishnareka, 30 km. a Sud-Ovest di Prishtina, sono 3 mila le persone che vivono ammassate nei boschi, nel fango, in mezzo ai topi e al freddo con la sola protezione di teloni di nylon. Mentre nei villaggi ci sono “poliziotti armati che continuano a minacciare la popolazione”. I profughi sono 300 mila (su una popolazione di 2 milioni), mentre numerosi sono i villaggi saccheggiati, distrutti e centinaia le persone scomparse, sia serbe che albanesi. In Italia la mobilitazione sta coinvolgendo gruppi, associazioni, università ed enti. Dal 12 al 14 novembre a Lecce si terrà un convegno con l’obiettivo di approfondire le cause del conflitto nel Kosovo, mentre dal 5 al 13 dicembre a Prishtina sono previste manifestazioni per la pace e per i diritti umani.” “