CARD. DE GIORGI: LA SICILIA NON DIMENTICHI “LE VITTIME DELLA VIOLENZA”

La memoria delle vittime della violenza “non può morire. Il loro sacrificio non può essere vano. Il loro sangue interpella la nostra capacità umana e cristiana di vincere la barbarie della violenza con la testimonianza dell’amore”. Lo ha detto l’arcivescovo di Palermo, card. Salvatore De Giorgi, nell’omelia pronunciata ieri in cattedrale nel corso di una messa dedicata alle vittime della violenza. Sono le persone, ha detto l’arcivescovo, che “hanno pagato col sangue il prezzo della incessante e mai definitivamente compiuta ricostruzione materiale e spirituale della nostra città e del nostro territorio”. Queste vittime, ha proseguito il cardinale, ricordano che la Sicilia “è ancora ferita e umiliata dalle tante forme di violenza perpetrate dalla malavita organizzata e non, per cui non si può, non si deve abbassare la guardia contro le trame oscure e palesi di chi ha sete di sangue”. Il card. De Giorgi ricorda che alla radice della “cultura della morte” vi è l'”eclissi del senso di Dio che porta inesorabilmente alla eclissi dell’uomo”. “Chi si lascia contagiare da questa atmosfera – ha aggiunto l’arcivescovo – entra nel vortice di un terribile circolo vizioso. Smarrendo il senso di Dio, si tende a smarrire anche il senso dell’uomo, della sua dignità e della sua vita”. “Grazie a Dio – ha però concluso il cardinale – non è tutto così”. La presenza delle “tante forme di volontariato”, “la loro generosità sino al sacrificio – ha detto l’arcivescovo – è la manifestazione più credibile di come le forze dell’amore e dell’altruismo non indietreggino di fronte a quelle dell’egoismo e dell’indifferenza, che tanto spesso sono le anticamere della violenza”.